Incidente Vela: explosión nuclear o un meteorito?

Publicado el 20 Julio 2010 de Administrador en Guerra fría
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La’incidente Vela, también conocido como Flash del Atlántico Sur ocurrido el 22 Septiembre 1979 entre el Atlántico Sur y el Océano Índico al sur de Sudáfrica. Los EE.UU. Vela satélites 6911 se hizo cargo de la típica “Doble cremallera” (el primero corto y muy intenso, seguido por un brillante más y menos) de una explosión nuclear en la atmósfera. La potencia se estima en dos o tres kilotones.

Sin embargo, hay dudas acerca de la fiabilidad de la observación. El satélite en cuestión se puso en marcha más de 10 años antes, y que ya habían pasado dos años, el límite de la vida útil prevista. Ya en el momento del hecho era conocido una defectuosos pulsos electromagnéticos sensor, y, en julio 1972, había tenido un fracaso de los sistemas de almacenamiento de datos, entonces resolvió por sí solo en marzo 1978.

Los primeros informes de que el gobierno de los Estados Unidos del mes siguiente a la toma de posesión, declaró que el rayo fue sin duda generada por una explosión nuclear.

El misterio era más densa en la que la nación tenía la responsabilidad de la prueba nuclear. Los principales sospechosos eran, sin duda, las principales potencias nucleares, la Unión Soviética y China, pero es poco probable que los dos gigantes comunistas todavía tenían intereses en las pruebas nucleares en la atmósfera, especialmente si usted piensa que el poder de la explosión sugiere que se trataba de una tecnología aún por detrás.

Posteriormente fue designado como responsable de Sudáfrica e Israel. El África del Sur debido a la ubicación geográfica muy cerca del sitio de detección, Israel debido a su programa nuclear activo documentado en esos años. Sin embargo, es difícil pensar que Israel es capaz de organizar una prueba, hasta aquí, senza il supporto del Sud Africa appunto o degli Stati Uniti. También, dopo l’apertura degli archivi governativi del sudafricani si è appreso che la nazione non fu in grado di realizzare in autonomia test nucleari prima del novembre 1979 (due mesi dopo il rilevamento).

L’amministrazione americana di Carter creò una commissione di esperti con lo scopo di valutare l’attendibilità dei dati forniti dal satellite. Nell’estate 1980 la commissione dichiarò che, con tutta probabilità, non si trattava di una esplosione atomica ma che non erano in grado comunque di stabilire la natura del fenomeno. La commissione indicò come causa del fenomeno la possibile collisione del satellite Vela con un meteorite, portando come prova che solo uno dei due satelliti aveva riscontrato il fenomeno e che nessuna delle ricognizioni aeree effettuate nell’area dall’aviazione aveva riscontrato la presenza di radiazioni.

Il rapporto della commissione suscitò il dubbio che le spiegazioni fornite avessero dei motivi politici.

Infatti sia il Sud Africa che Israele erano alleati degli Stati Uniti. La notizia di un eventuale test atomico dei due paesi avrebbe messo in cattiva luce anche gli USA poichè, se il Sud Africa non godeva di un’ottima reputazione internazionale (a causa dell’apartheid), Israele era uno stretto alleato americano ed era al centro delle polemiche per la guerra contro i Palestinesi.

Inoltre Carter aveva lavorato intensamente sulla strada della non proliferazione nucleare e se fosse stato accertato che un paese di ambito USA avesse effettuato un test a scopi militari ci sarebbe stata una vigorosa protesta internazionale, causando seri problemi al negoziato che aveva portato nel 1978 alla firma degli accordi di Camp David.

Per questi motivi molte delle informazioni relative a questo evento sono ancora segrete.

L’ipotesi dell’esplosione atomica restava certamente la più valida, specie in considerazione del fatto che il satellite Vela aveva già segnalato correttamente ben 41 test nucleari in atmosfera, poi confermati anche da altre fonti. Nello stesso momento, de hecho, il telescopio spaziale di Arecibo rilevava una anomalia nella ionosfera. Pochi mesi più tardi, durante un test condotto nell’Australia Occidentale venivano rilevate quantità anomale di radioattività. Gli scienziati di Los Alamos, responsabili del Progetto Vela continuavano a dichiarare che il satellite aveva funzionato correttamente.

Dal 1980 a oggi sono emerse nuove prove, ma non si è ancora arrivati ad una risposta definitiva.

Nel febbraio 1994 un ex alto ufficiale della marina sudafricana, in carcere come spia sovietica, dichiarò che il test era una operazione congiunta israelo-sudafricana che non avrebbe dovuto essere scoperta ma che invece costrinse gli Stati Uniti a turare la falla.

La 20 aprile 1997 il quotidiano israeliano Ha’aretz citò il ministro degli esteri sudafricano che confermava il lampo luminoso del sud Atlantico come un test sudafricano. Poco dopo lo stesso ministro smentì dicendo di essere stato frainteso mentre riportava solo alcune voci che circolavano da anni.

Alcune informazioni in possesso degli Stati Uniti sono state più recentemente declassificate, ma non c’è ancora niente che possa dare una risposta conclusiva e definitiva alla storia.

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