Si tratta, ovviamente, solo e soltanto di una coincidenza. Ma se è vero che

una coincidenza è una coincidenza, due coincidenze sono un indizio, tre coincidenze somigliano a una prova

c’è di che pensare.
Perché, guarda caso, anche il devastante terremoto che ha colpito il Giappone, come altri grandi tragedie mondiali degli ultimi tempi, hanno a che fare con il numero 11. Una scia di sangue legata proprio a questo numero che già da tempo ha scatenato la fantasia di scrittori, autori e del popolo di Internet. Compresa Hollywood che ha prodotto nel 2005 il film horror “11.11, la paura ha un nuovo numero” incentrato proprio su questa strana coincidenza.
Se vogliamo questa coincidenza parte da un passato abbastanza remoto. Il 25 marzo 1911 Manhattan viveva un’altra tragedia: in seguito ad un incendio in una fabbrica di lenzuola morirono 146 persone di cui 123 donne: fu l’occasione per introdurre alcune norme basilari per la sicurezza sul lavoro.
L’11 settembre del 1973 il Cile perdeva il presidente Salvador Allende per un infarto, lasciando il posto al tremendo regime del Generale Augusto Pinochet.
Ma la maledizione del numero 11 prende vita a seguito dell’evento più sconcertante della storia americana: l’11 settembre 2001 quando le Twin Towers di New York crollano abbattute da attentati terroristici senza precedenti.
Il numero 11 non è presente solo nella data. Ad esempio le Twin Towers svettavano come un enorme 11 nel cuore di Manhattan, quartiere la cui iniziale è l’undicesima lettera dell’alfabeto. A sua volta questa lettera corrisponde al kaf, carattere dell’alfabeto ebraico che secondo calcoli cabalistici, rappresenta il numero 66 e il suo opposto, il 666, il simbolo dell’anticristo.
Non ci sarebbe nessun ragionamento razionale alla base di questa teoria ma solo calcoli cabalistici e ricorrenze di calendario. Del resto anche al totale delle lettere che compongono il nome di Adolf Hitler corrisponde al numero 11.
Tuttavia nel corso di questo giovane millennio ci sono già diversi tristi e maledetti 11 da ricordare, oltre a quello delle Torri Gemelle.
L’11 marzo 2004 alcuni terroristi vicini ad Al Qaeda hanno fatto saltare in aria quattro treni pieni di lavoratori, studenti e operai diretti verso la stazione di Atocha a Madrid. I morti furono 191 morti, 1.841 i feriti.
A Mumbai si ricorda l’11 luglio 2006 dove ben sette esplosioni dirette a metropolitane e treni provocarono 190 morti e 714 feriti.
Per arrivare all’ 11 marzo 2011 con il terribile terremoto in Giappone, seguito da un devastante tsunami che ha trascinato con se oltre a case, auto ed edifici, migliaia di corpi.
E qualcuno ha già tirato fuori la profezia di un famoso esperto di terremoti, il ricercatore italiano Raffaele Bendandi, che avrebbe previsto un terremoto a Roma per l’11 maggio 2011, cioè quest’anno.
Del resto questo è l’XI anno del XXII secolo.
Ovviamente, anche gli esperti dello studioso italiano hanno smentito la possibilità, una data scaturita da calcoli sbagliati.
I detrattori della teoria, inoltre, portano a loro vantaggio il fatto che altri tragici eventi, come il disastro di Černobyl del 1986, lo tsunami di Sumatra del 2004 e il terremoto in Cile del 2010 non hanno nulla a che fare con il numero 11.
Tutte casualità, quindi. Perché se è vero che, secondo la profezia Maya, il mondo deve finire il 21 dicembre 2012, l’11 non c’entra niente…
…o forse sì, visto che sommando le cifre che compongono la data 21/12/2012 il risultato è 11…

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